Recensioni

 Quaderno didattico sullo “schema Chopin”

Chopin, oltre che gran compositore e pianista, era anche un gran didatta. Avrebbe voluto scrivere un metodo per il suo strumento; sono rimasti, purtroppo, solo pochi appunti. Da questi, emergono tre principi meccanici fondamentali, dai quali scaturisce il resto: monodia congiunta, disgiunta e polifonia. Tanta capacità di sintesi non può che affascinare. Iniziando proprio dallo “schema Chopin”, Giuliana Corni, pianista e didatta veronese, ha scritto Come una danza. In questo Quaderno di metodologia pianistica (edizioni Scripta di Verona), ha riversato la sua esperienza e quella della sua ex insegnante Lidia Baldecchi Arcuri. Tutto è affrontato in modo propriocettivo: per la realizzazione tecnica del “comando” mentale, il giusto movimento corporeo è di fondamentale importanza. Ampio spazio per l’improvvisazione e la musica d’insieme. Foto a colori ed esempi musicali. Il Quaderno è utile a tutti.

Dalla rivista “Suonare News”    

 

… L’artista unisce correttezza pianistica con un forte temperamento e soprattutto con un orecchio e un occhio sicuro nel distinguere e caratterizzare i vari tempi. …

Peter Cossé sulla rivista tedesca “Klassik Heute”     

 

… Giuliana Corni è certamente più hummeliana di Hae-Won Chang. L’italiana sa trovare i chiaroscuri, e anche l’immaginazione seria che difettano alla sua rivale coreana. Allo stesso tempo, ella conferisce ai movimenti vivi un brio reale, mentre Hae-won Chang, certamente molto brillante, resta più in superficie. …

… Il rapporto fra le due sonate op. 20 è al riguardo eloquente: Giuliana Corni svela nel giovane Hummel delle risorse di sonorità e di melisma del tutto personali, che avranno una posterità. …

Sylvain Fort sulla rivista  francese “Diapason”    

 

…le difficoltà tecniche di questi brani sono evidenti; tra di esse, la Corni si destreggia con grande maestria. …

… Giuliana Corni mostra qualità non indifferenti. Il suono è decisamente bello, pulito e intenso, nel contesto di una tecnica davvero invidiabile. Il movimento successivo, “Allegro assai”, sembra seguire con grazia, in punta di piedi, quasi: le difficoltà tecniche sono risolte con semplicità e calore. …

Sergio Spadoni sulla rivista “CD Classica”    

 

… La realizzazione rimane agli alti livelli del primo volume. Forse addirittura li supera, come se le presenti opere sollecitassero ancor più le risorse della pianista. Di fatto il pianismo hummeliano lancia all’interprete delle vere sfide. Sfide di virtuosismo: l’allievo di Mozart andava perfettamente d’accordo con i fuochi d’artificio, addirittura con le spacconate. Ma anche sfide musicali: la smagliante facilità può trasformarsi in vera e propria potenza (Finale dell’Opera 13), con i suoi scoppi e le sue ritirate improvvise, oppure in una curiosa malinconia , un niente canzonatorio (Variazioni op. 15). I due tipi di sfida non sono agevoli da portare avanti contemporaneamente. Ma c’è in Giuliana Corni una solidità, un senso plastico della frase e una sensibilità di volta in volta seria o scherzosa (e l’Opera 58-59 esige le due ai più alti livelli) che la mettono all’altezza di questa impresa. In senso letterale, una reinvenzione di Hummel, e delle più riuscite. …

 Sylvain Fort sulla rivista  francese “Diapason”    

 

… interprete è la pianista Giuliana Corni che, oltre a possedere un bagaglio tecnico adeguato alle esigenze di questa scrittura tanto tersa quanto piena di insidie, mostra la piena consapevolezza stilistica nel saperne cogliere i caratteri e pure i limiti. …

Gian Paolo Minardi sul quotidiano “Gazzetta di Parma”    

 

… La discografia delle sei sonate di Hummel era da molto tempo dominata dall’integrale realizzata per la casa discografica Arabesque da Ian Hobson. La sua parallela italiana Giuliana Corni è anch’essa eccellente …

 Marc Vignal sulla rivista francese “Le Monde de la Musique”    

 

…la grande Sonata op. 81 che contiene autentiche meraviglie, colte dall’interprete con una sensibilità che ci fa capire quanto la Corni si senta “hummeliana d.o.c.”. …

Dalla rivista “The Classic Voice”    

 

… Giuliana Corni attualmente occupa il primo posto nel caso di Hummel: con la sua fine ed articolata sensibilità e la sua bravura pianistica ben dosata, supera di gran lunga i suoi concorrenti Alexander Cattarino (Diskant) e Han Won Chang (Naxos). Lo si coglie bene ad esempio nell’interpretazione parlante del cromatico sospiro “Adagio con gran espressione” della “sonata op. 13” composta nel 1803. …

… Un gioiello particolare è il “Rondò brillante op. 109”, che tradisce l’intenzione di una discreta autopresentazione pianistica di Hummel, in cui è meno evidente che nelle sonate il suo posto nell’ibrido tra classico e romantico. Il nome di Giuliana Corni deve essere considerato fino a nuovo ordine come riferimento normativo per questa nicchia. … 

Dalla rivista tedesca “Disco Center”    

 

… Esuberanza e svagatezza contrassegnano i sette quadri musicali del brasiliano Hector Villa-Lobos, opportunamente abbinati alla mobilità ritmica e al disinvolto politonalismo delle Danze argentine di Alberto E. Ginastera, l’ultima delle quali, dalla scrittura spiccatamente virtuosistica, consentiva alla Corni di mettere in luce anche le sicure sue doti tecniche. …

Marco Materassi sul quotidiano “L’Arena”    

… [Giuliana Corni] ha mostrato la convinzione delle proprie scelte e la sicurezza di chi è già attivo nel mondo musicale, e ha subito avuto molta presa sul pubblico in un programma non d’effetto. Anche i suoi mezzi pianistici non sono d’effetto, ma solidamente impiantati e motivati. …

… La pianista ha tocco delicato, sfiorante, serietà tranquilla, ma anche scatto ritmico novecentesco, e l’ha dimostrato nella Quarta Sonata in do minore di Prokofiev, dall’attacco rapsodico e progressivamente attirata a chiarezza e dinamismo lucente, e nelle tre “Danzas Argentinas” (1937) di Ginastera, spinte al limite dell’improvvisazione e del rag, con assonanze a certo Strawinski. Del brasiliano Villa-Lobos ha dipanato “La prole do Bebé” (1918): ritratti di bambole disegnati con delicatezza di timbri e cantilene, con fantasia di gesti e umori del mondo infantile e sapiente sguardo in trasparenza ai linguaggi europei. Molti applausi e due bis di Rachmaninov. …

Franca Celli sul quotidiano “Corriere della sera”    

… La concertista ha offerto un saggio di alta scuola proponendo con tecnica d’eccezione e con una intelligenza interpretativa di prim’ordine i 24 Preludi op. 11, cogliendone tutta la poesia e il complesso mondo emozionale. Del pianismo della Corni hanno colpito l’agilità, la brillantezza e soprattutto la grande varietà dinamica, indispensabile in brani come questi. Dopo il concertola pianista si è ancora intrattenuta sui rapporti tra i Preludi chopiniani e di Skriabin, confrontandone alcuni e indicandone le analogie sul piano tonale e formale. …

Renato della Torre sul quotidiano “Messaggero Veneto”    

… artista di vivace intelligenza musicale e buon temperamento. …

… Debussy è probabilmente fra gli autori prediletti della Corni che qui si è fatta particolarmente ammirare per la ricerca del suono estremamente controllato e variegato….

Roberto Iovino sul quotidiano “Corriere Mercantile”    

… la giovane pianista ha dimostrato squisite doti interpretative e un solido bagaglio tecnico; una lettura intensa, limpida nel fraseggio rigorosa e precisa nei tempi e nelle coloriture …

Roberto Iovino sul  quotidiano “La Stampa”    

… E’ stata una prova positiva per la giovane pianista veronese che ha dimostrato oltre a una tecnica ben lavorata, chiara intelligenza di stili e di forme, guadagnandosi il favore del pubblico…

Dal quotidiano “Il Secolo XIX”     

… Il concerto KV 271 ha visto una Corni dalla pulizia sonora accurata nonché animata da una linea esecutiva agile e smagliante: di qui le frizzanti scalette e gli straordinari giochi di trilli spuntati qua e là nell’Allegro e nel Rondò e il suono pastoso dell’Andante così simile alla musicalità askenazyana. …

Dal quotidiano “Il Giornale”    

… Giuliana Corni ha dimostrato di possedere un forte temperamento di dizione strumentale sapendo bene intuire l’essenzialità e le più riposte sfumature del messaggio espressivo. Nell’ardua partitura schumanniana ha toccato certi livelli linguistici che via via riuscivano ad esplorare il significato recondito di una frase, di un inciso. …

… e ciò che ha colpito di più in questa giovane concertista è stata la chiara immedesimazione tra testo e verità sonora, tra fedeltà e sostanzialità espressiva. …

Maurizio Pugnaletto sul quotidiano “L’Arena”    

… L’artista ha considerevoli qualità concertistiche: tecnica agguerrita, fraseggio limpido, stile interpretativo rigoroso e preciso. Una lettura pregevole per l’intensa adesione al carattere mozartiano. …

Dal quotidino “Il Corriere Mercantile”    

… Da queste composizioni ha tratto l’interno spirito con un’inattesa forza sonora contraddistinguendo il suo significativo fraseggio con uno slancio di precisa e bella vitalità … e il pubblico ha pienamente avvertito tutto questo e ha applaudito più che vivamente. …

Dorino Pedretti sul quotidiano “L’Arena”    

… Giuliana Corni ha dimostrato estro per un fraseggio vivace e anche spiritoso in una sonata di Haydn … e riesce a sviluppare notevole potenza espressiva senza sprecarsi in istrionismi di tastiera, ma dà un significato alla musica. La seconda sonata di Prokofiev, che suggerisce tutto ciò che è russo di Rachmaninov a Strawinski, è diventata un vortice di emozioni travolgenti. …

Dal quotidiano australiano “Sydney Morning Herald”    

One Response to “Recensioni”

  1. Sears scrive:

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