Metodologia e tecnica pianistica

 

Dalla prefazione a Giuliana Corni, Come una danza. Quaderno di metodologia pianistica

Come in una danza, Giuliana Corni volteggia con scrittura leggera e sicura nei labirinti della didattica pianistica. Gli spazi in cui ci accompagna sono quelli della tecnica, dove la percezione del proprio corpo, la propriocezione, è condizione per sviluppare le abilità pianistiche. L’autrice ci prospetta una sua mappa, che sviluppa quel che ci aveva fatto intravvedere Chopin nel suo abbozzo di metodo di tecnica pianistica. Oltre a dirci con essenzialità quali sono i fondamenti pianistici che stanno a titolo dei capitoli della prima parte del libro, ci spiega come affrontarli, sempre armonizzando il corpo con la mente, per trovare la fluidità esecutiva quando si affronteranno i repertori d’autore. L’autrice, infatti, decontestualizza la tecnica strumentale e propone esercizi strumentali, non meccanici, ma da suonarsi con consapevolezza propriocettiva. I contenuti sono singolari e innovativi anche per i professionisti che hanno dedicato tempo ed energia alla didattica della lezione collettiva e dell’improvvisazione. La lettura di queste “lezioni” fa desiderare di riadattarle ai propri allievi. Gli esempi di lezioni individuali e collettive della seconda parte sono il gran finale di questa danza intorno alla didattica del pianoforte.
Come una danza è un libro, l’autrice forse per modestia lo chiama Quaderno, in cui la metodologia pianistica della tradizione viene sviluppata con riflessioni motivate, esempi di lavoro in classe e di studio a casa che potranno essere utilizzati e sviluppati a propria volta da insegnanti e allievi, sono certo, non solo di pianoforte, ma di tutti gli strumenti.
Annibale Rebaudengo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indice

Presentazione di Annibale RebaudengoIntroduzionePRIMA PARTE
Lo schema tecnico di ChopinCap. 1 – L’apparato motorio e articolare del pianista

Cap. 2 – L’equilibrio e gli appoggi alla tastiera, ovvero il “danzatore”

Cap. 3 – Il peso e la colonna vertebrale, radicamento e galleggiamento

  • Cadute  –  Accordi sciolti

Cap. 4 – Dalla sorgente all’estuario: il dito e le sue possibilità

  • Modi di attacco del tasto e tocchi di dito

Cap. 5 – La mano infinita

  • Figure della mano  –  Tocchi di mano

Cap. 6 – L’avambraccio, o della precisione

  • Tocchi di avambraccio

Cap. 7 – La spalla e il polso, guida e coordinazione

  • Allineamento laterale  –  Rotazione

Cap. 8 – Spostamenti su gradi congiunti

  • Scale  –  Scala cromatica  –  Abbellimenti

Cap. 9 – Spostamenti su gradi disgiunti

  • Arpeggi

 

 SECONDA PARTEAlcune modalità di apprendimentoLezione 1 – Imparare il movimento prima di leggere

  • C. Gurlitt – Studio op. 199 n. 2

Lezione 2 – Note tenute con staccati

  • S. Heller – Studio op. 46 n. 3

Lezione 3 – Ritmica e gestualità

  • L. van Beethoven – Sonatina in fa magg., 1° tempo

Lezione 4 – Come nasce una fuga

  • M. Glinka – Piccola fuga n. 4

Lezione collettiva 1 – Smontare e rimontare un brano

  • E. Grieg – Melodia norvegese op. 12 n. 6

Lezione collettiva 2 – L’amico metronomo

Lezione collettiva 3 – Quattro staccati

Lezione collettiva 4 – Ostinati coreografici, pittorici, sonori

 

Bibliografia

Presentazione del libro presso la Società Letteraria di Verona, 17 novembre 2012

Intervista a Radio3 Suite – 19 giugno 2013

One Response to “Metodologia e tecnica pianistica”

  1. enzo scrive:

    sono un allievo adulto !!! che studia pianoforte; ho il maestro
    gli argomenti trattati li ho trovati anche nel testo di gheorghy sandor.
    egli attribuisce alla coscienza l’apprendimento , lo studio, speculativo, all’inconscio la traduzione musicale creativa : il brano diventa parte del corpo : <>.
    lo studio permette l’istaurarsi di automatismi inconsci che liberano la traduzione del brano e l’interpretazione.
    insomma chi suona è il corpo in modo propriocettivo.
    saluti enzo